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La preparazione atletica nel Trial

Trial- Valutazione e proposta dell'allenamento fisico

14390997_567184140131342_1917398872649716502_n Il Trial è una disciplina sportiva in crescita e già molto diffusa nel nostro paese. Sono molti gli atleti italiani che partecipano o hanno partecipato a competizioni di altissimo livello. Purtroppo come tanti altri sport, è considerato "minore" e per questo sono poche le informazioni che possiamo trovare al riguardo, soprattutto per quel che riguarda la preparazione atletica. Dopo aver iniziato a collaborare con il team "Trial Academy di Zaccagnini e Pezzella", abbiamo notato, come ci sia una scarsa documentazione nei confronti della preparazione atletica nel Trial e soprattutto come l'allenamento in questa disciplina, sia molto limitato alla pratica con la propria moto, senza un integrazione nell'allenamento fisico. E' un po come dire che un maratoneta per prepararsi alla maratona di New York, debba solo e soltanto macinare chilometri, ma come direbbe il nostro collega Alessandro Roppo (specialista nelle Ultramaratone e Ultratrail), "Agli atleti che si vogliono preparare per le corse, tolgo le scarpe per non farli correre". E' una metafora (ma sono sicuro che Alessandro toglie veramente le scarpe ai suoi atleti), per sottolineare il fatto che non ci si può limitare alla pratica specifica della disciplina in cui siamo coinvolti, per ottenere miglioramenti e successi, ma è fondamentale (in qualsiasi sport), integrare l'allenamento tecnico con quello fisico, anche se parliamo di motociclismo, dove la componente meccanica svolge un ruolo fondamentale. Nel mese di Settembre, abbiamo effettuato i primi test di valutazione con la Trial Academy (Trovate qui il video e le foto della giornata dei test) avvalendoci della tecnologia a nostra disposizione per la valutazione degli atleti. In particolare abbiamo utilizzato il sistema inerziale Gyko e l'Optojump. dsc02939   In questi test, abbiamo voluto analizzare tre aspetti fondamentali nella pratica del Trial:
  • Forza Esplosiva sopra la moto
  • Forza Esplosiva da terra
  • Equilibrio
I tre valori, sono stati comparati tra loro; in che modo? Il concetto è molto semplice: ogni atleta ha effettuato il test di salto con la propria moto, con il serbatoio pieno e la regolazione degli ammortizzatori come in gara (questo per simulare la situazione di gara). Il test è stato effettuato da fermo, quindi senza utilizzare la "spinta del gas". Successivamente, è stato effettuato un classico CMJ da terra, prendendo sempre come riferimento, l'altezza di salto raggiunta e il tempo di volo. Infine, è stato proposto un test di equilibrio sopra la motocicletta (Body Sway, ad occhi aperti e ad occhi chiusi per 30''), per analizzare la capacità di mantenere ferma la moto in una determinata posizione (azione, che si ripete molto spesso in gara). ANALISI DEI RISULTATI L'analisi dei dati ottenuti (senza questa tecnologia, è praticamente impossibile ottenere tali dati), ci ha suggerito come la preparazione fisica e l'allenamento integrato a quello tecnico, svolgono un ruolo fondamentale in questa disciplina. Partendo dall'ultimo test (Equilibrio), abbiamo notato come ci sia una grossa difficoltà nel mantenere ferma la moto, soprattutto prima del salto, e come questo influisca sul risultato del salto stesso (ricordiamo che comunque non c'era la variante del gas). Per quanto riguarda la forza esplosiva, a nostro avviso è impossibile poterla allenare solo e soltanto ripetendo il gesto tecnico (salto sugli ostacoli o salti da fermo sempre sulla moto), proprio perché vi è la variante "Gas" che fornisce la spinta fondamentale per eseguire il salto. Inoltre, la postura tipica di gara, limita il lavoro solo a certi angoli articolari ed eseguire l'allenamento della forza esplosiva solo sulla moto, limita anche il guadagno in termine di coordinazione che può essere ottenuto con l'allenamento della forza esplosiva da terra. Ricordiamo che ogni moto ha un peso variabile tra i 70 e gli 80 kg , e questo diventa un ulteriore motivo per il quale è necessaria una condizione fisica idonea e un allenamento "a terra". 14390997_567184140131342_1917398872649716502_n A tutto ciò, andrebbe sempre e comunque, associato un allenamento della forza generale (della forza massima per gli atleti più evoluti) e del core che ricopre un ruolo fondamentale nella trasmissione delle forze dal centro del corpo agli arti superiori ed inferiori. Un pilota che vuole migliorare le proprie prestazioni e le proprie qualità fisiche, non può prescindere da una preparazione fisico atletica adeguata e strutturata su una continua valutazione, programmazione e monitorizzazione. dsc02946 Per domande, curiosità, critiche, potete contattarci a performance@adteam.it Visitate la nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/AthleticDT/?ref=bookmarks  

Allenamento della forza negli Under14- Proposta pratica.

1280px-squat_womanMolto spesso ci siamo trovati a discutere sull'allenamento della forza in ambito giovanile, infatti , anche qui sul nostro sito, potete trovare diversi "articoli" che trattano questo argomento. Nella fattispecie abbiamo sempre cercato di divulgare l'idea che l'allenamento della forza in ambito giovanile non deve essere un dogma, anzi, è una risorsa per tutti gli allenatori, ma soprattutto può essere un'ottima fonte di benefici per il ragazzo-atleta. Il condizionale è d'obbligo, perché tra una proposta idonea e una improvvisata e non programmata sulle esigenze del nostro atleta, il passo è veramente breve. Purtroppo la concezione media di "allenamento della forza" tende a far credere che sia sempre necessario l'utilizzo di un sovraccarico esterno ma allo stesso tempo che l'utilizzo di esercizi a corpo libero sia esente da rischi. Queste sono due estremizzazioni opposte dell'allenamento della forza nei giovani, infatti NON SEMPRE E' NECESSARIO UN SOVRACCARICO ESTERNO E NON SEMPRE GLI ESERCIZI A CORPO LIBERO SONO MENO RISCHIOSI. L'efficacia di un allenamento (in questo caso di forza) sta nella capacità dell'allenatore\preparatore, di comprendere quali siano le reali necessità del proprio atleta, e quali esercizi o sovraccarichi esso possa utilizzare; una volta analizzate queste necessità, starà sempre a lui dare seguito alla programmazione, con variazioni nei volumi, intensità,durate e recuperi del programma di allenamento. In questo nuovo articolo, abbiamo voluto inserire una nostra proposta pratica, per un allenamento della forza da proporre ad "atleti" Under14 che si approcciano per la prima volta in palestra (o comunque all'allenamento della forza in questa modalità),indipendentemente dallo sport praticato: Prima di iniziare il programma, eseguire sempre 8-10' di riscaldamento con esercizi di mobilità articolare...
  • Salti al gradone 3 x 6 rec 1'
  • Camminata in quadrupedia 3x10 passi totali rec 30''
  • Contropiegata con braccia tese avanti 3x10 rec 30''
  • Piegamenti sulle braccia (normali o in ginocchio a seconda delle capacità dell'atleta) 2x12 rec 30''
  • Affondi laterali alternati 2x10+10 rec 30''
  • Tirate inverse con un compagno o alla trave 2x 8 rec 30''
  • Tenute isometriche prono 3x30'' rec 30''
  • Sollevamenti alternati delle gambe da supino 3x12+12 rec 30''
Come potete vedere, sono tutti esercizi molti semplici, ma che comunque richiedono la corretta esecuzione tecnica e quindi la correzione da parte del preparatore\allenatore. Abbiamo inserito recuperi da 30'' ma, per facilitare l'apprendimento e l'esecuzione corretta, inizialmente si possono utilizzare anche recuperi più lunghi (1-1'30''). Una volta acquisita la corretta tecnica di esecuzione ( o stabilito che già alla prima proposta, il nostro atleta è in grado di eseguire tutti gli esercizi correttamente) si può pensare di implementare il programma, andando a modificare alcuni parametri (sovraccarico, serie,ripetizioni, recuperi):
  • Salti al gradone 4x6 rec 1'
  • Camminata in quadrupedia 3x 5 frontali+5 dx+5sx+5 indietro
  • Contropiegata braccia tese in alto con palla medica 3kg 3x8 rec 1'
  • Piegamenti sulle braccia 3x10 rec 1'(chi le faceva in ginocchio passerà a fare 2x12 normali)
  • Affondi laterali alternati + spinta in alto con manubri 2x10+10 rec 1'
  • Tirate inverse alla trave o trazioni alla sbarra 3x8 rec 1'
  • Tenute isometriche frontali + laterali 3x 30''+30''dx+30"sx
  • Crunch a libretto 3x12 rec 1'
Questo tipo di proposta può essere praticata 2-3 volte a settimana e inserita tranquillamente in una programmazione più complessa all'interno della settimana. Come detto in precedenza, starà poi al preparatore, capire la condizione e lo stato fisico-motorio del ragazzo, su cui programmare il passo successivo.

Il picco di crescita (PHV) nella programmazione dell’allenamento giovanile.

Crescita, maturazione e sviluppo - dalla teoria alla pratica.

La nostra esperienza nel campo della preparazione fisico atletica, ci ha fortunatamente permesso di poterci confrontare molto spesso con l'allenamento giovanile, con bambini e ragazzi di tutte le età sia in ambito femminile che maschile, non solo come preparatori ma anche come docenti per corsi di formazione. E' proprio ai corsi di formazione che riscontriamo il problema più grande, ovvero l'allenatore... Premettendo che non tutti sono uguali e ce ne sono molti competenti e preparati, la maggior parte è una massa di improvvisati educatori post lavoristici che vive di convinzioni proprie dovute a quello che gli è stato insegnato e trasmesso 20-30-40 anni fa dai loro stessi allenatori, che entrano sul campo di allenamento senza una programmazione, senza un nesso logico a medio o lungo termine ma con il solito " perché quando io giocavo..." Inutile dire che a rimetterci, come sempre, sono i nostri ragazzi, che non hanno bisogno nient'altro che di semplicità programmata, valutata e monitorata nel tempo. Per questo motivo, abbiamo deciso di pubblicare questo primo post, che speriamo possa chiarire dei concetti base, fondamentali per conoscere i propri ragazzi e successivamente proporre loro il più idoneo degli allenamenti. Prima di entrare nel pratico, vogliamo ribadire l'importanza di una programmazione e di un monitoraggio continuo a lungo termine e per far questo bisogna aver bene in mente che il processo si sviluppo è lungo e complesso, ma soprattutto che va differenziato:
  • Crescita: è la più ampia attività biologica che può raggiungere i 20 o più anni e si basa sul concetto di completa maturazione. Si verifica con una crescita di tutti i tessuti del corpo con conseguente aumento della massa corporea e della statura, dovuti ad un incremento del numero e delle dimensioni del materiale cellulare(iperplasia e ipertrofia)
  • Maturazione: varia tra i sistemi biologici e dipende fondamentalmente dalla sincronizzazione (timing) e dal tempo di maturazione. La sincronizzazione è la velocità a cui avviene il processo di maturazione mentre il tempo è il tempo totale necessario per completare questo processo.
Ne deriva quindi che la crescita è un incremento quantitativo di statura o «taglia» in qualunque momento, comparato con la maturazione che è il grado di velocità e tempo con cui si raggiunge la completa statura adulta o il completo stato di maturazione.
  • Sviluppo: è il concetto più generalizzato per indicare crescita e maturazione, ma in realtà è un processo qualitativo che prevede una differenziazione biologico e comportamentale; quest'ultima è molto importante in quanto riflette un periodo di cambiamenti nelle richieste psicomotorie, cognitive ed affettive: come i bambini interagiscono con la società attraverso la loro abilità di esprimere se stessi che diventano più raffinate e le competenze intellettuali, fisiche, sociali e morali più mature.
Una volta assimilati tali concetti l'allenatore,educatore,animatore dovrebbe sapere che non tutti i bambini e ragazzi vivono questi processi allo stesso modo, e soprattutto che ognuno di essi ha un'età cronologica e una biologica, che non possono essere sottovalutate nella successiva proposta di allenamento.
Età cronologica *
  • Prima infanzia: 1,0 – 4,99 anni
  • Media infanzia: 5,00 – 7,99 anni
  • Infanzia: 8,00 – fino all’inizio dell’adolescenza
  • Adolescenza: 8,00 – 19,00 per le ragazze 8,00 – 22,00 anni per i ragazzi
Definire il periodo dell’età cronologica nell’adolescenza è molto più difficile perché inizia con l’insorgenza della pubertà, nel momento in cui i cambiamenti del sistema endocrino, sviluppano le caratteristiche sessuali secondarie al fianco di un rapido incremento della statura
Età biologica *
Definire l’età biologica è molto più difficile, in quanto c’è un’enorme varietà di differenze inter-individuali nel timing e nel tempo di maturazione.Esistono comunque dei metodi per misurare l’età biologica, che prendono in considerazione: età scheletrica (raggi X), età sessuale (valutazione delle caratteristiche sessuali secondarie) e l’età somatica (valutazione delle caratteristiche somatiche come larghezze, circonferenze e skinfold). L’insieme delle modificazioni biologiche e comportamentali che sappiamo, avvengono, nell intero processo di sviluppo, hanno una forte influenza sulla performance e sulla formazione motoria dei nostri ragazzi e un allenatore dovrebbe conosce i cambiamenti che avvengono nel sistema muscolare, cardiopolmonare e metabolico, perchè richiedono le giuste conoscenze per la proposta e applicazione dell’allenamento. Entriamo ora nel pratico e vediamo come possiamo monitorare con semplicità la crescita dei nostri ragazzi. Abbiamo visto come il raggiungimento della massima statura e della taglia corporea siano sinonimo di raggiunta maturità, ma come posso avere un riscontro oggettivo ? Utilizzando un semplice protocollo basato sul PHV(Peak Height Velocity), ovvero il picco di velocità di crescita. Non è altro che un continuo monitoraggio dell'altezza nel tempo (per l'esattezza si consiglia di registrare l'altezza ogni 3 mesi). phvCome potete vedere dall'immagine, durante il processo di sviluppo, c'è un momento in cui la crescita è repentina e ci va a segnalare un "marker". Il PHV non è altro che quel periodo, nella crescita del bambino\ragazzo, in cui c'è un veloce incremento dell'altezza. Questo dato risulta di fondamentale importanza perché preceduto dall'inizio dell'adolescenza e quindi il termine dell'infanzia ( le frecce blu che indicano la curva di risalita dopo un periodo di stabilità fino ai 10-12 anni) e seguito dalla fine dell'adolescenza e l'inizio dell'età adulta (le frecce rosse che indicano il decadimento della linea di progressione vero i 16-18 anni). Questo semplice metodo di valutazione (poco invasino, rispetto ai raggi X per esempio) è un metodo di valutazione dei tratti somatici che ci consente di capire a che punto è lo sviluppo del nostro atleta, così da poter proporre un allenamento adeguato alla sua reale età biologica andando ad enfatizzare le richieste del suo sistema biologico correlate all'attività sportiva.   *fonte tratta da:Strength and conditioning for young athletes-science and application, edited by Rhodri S.LLoyd and Jon L.Oliver

La valutazione del Rom° per una migliore riabilitazione

L'importanza della valutazione del rom articolare, nella riabilitazione del legamento crociato anteriore.

  Cattura Oggi siamo con Matteo, un'atleta di 16 anni che nel mese di Maggio 2016, durante un allenamento di rugby ha purtroppo subito una lesione del legamento crociato anteriore. Dopo essere stato operato e seguito nella prima fase di riabilitazione dal fisioterapista, Matteo ha avuto il via libera per iniziare la prima fase di ripresa all'attività motoria, finalizzata al completo recupero psico-fisico. In accordo con il medico e il fisioterapista, abbiamo sottoposto Matteo ad un semplicissimo test di valutazione del Rom° articolare, utilizzando il sensore isoinerziale Gyko Re-Power; abbiamo chiesto al ragazzo di effettuare una semplice flessione della gamba e abbiamo registrato i risultati. 20160829_180554

Come potete osservare dalla prima immagine, in alto, abbiamo comparato l'arto lesionato (il sinistro) con il controlaterale ed è evidente come ci sia ancora una differenza nella mobilità  (consideriamo che sono passati appena 2 mesi e mezzo), di circa 20-23 °. Questo però non è l'unico dato che ci viene indicato, infatti potete trovare altre due voci: la Fluidità del movimento (FL) che differenzia di soli 0,2 punti e infine la velocità del movimento (espressa i gradi al secondo °\s) che come per il rom° , presenta una sostanziale differenza di almeno 13-20°\s.

Il monitoraggio di questi ultimi due dati (in aggiunta a quello del rom° che viene calcolato con elevata precisione), diventa di fondamentale importanza per una migliore valutazione e programmazione del piano di recupero studiato insieme allo staff medico.

Infatti il legamento crociato di Matteo è stato ricostruito prelevando un tendine dal flessore e questo comporta una perdita nella velocità della flessione e di mobilità negli ultimi gradi dello stesso movimento. Questo test, quindi, ci ha permesso di valutare come la mobilità dell'articolazione del ginocchio, sia fondamentalmente recuperata, ma la tipologia di intervento utilizzata sul ragazzo, fa si che debba essere posta attenzione anche sul recupero del flessore per migliorare i parametri appena descritti.

                   

Nuova Collaborazione con la Trial Academy

COPERTINATRIAL   Sarà compito dell'Athletic Development Team seguire gli atleti della Trial Academy di Civita Castellana nella preparazione fisica per la prossima stagione. Il team viterbese guidato da Davide Zaccagnini , che nel 2012 è stato CAMPIONE ITALIANO OUTDOOR cl tr3 e CAMPIONE ASSOLUTO D'ITALIA cl htr3, ha deciso di affidarsi agli ADT coach per seguire lo sviluppo fisico dei propri giovani atleti in vista della stagione 2016\2017.    

GTMS- Gran Trail dei Monti Simbruini, 2-3 Luglio 2016

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Gran trail dei Monti Simbruini- La giornata

Nei giorni di sabato 2 e domenica 3 Luglio si è svolta, con partenza da Subiaco (RM), la terza edizione del Gran Trail dei Monti Simbruini -  su un percorso di 84 km e 6000 mt di dislivello positivo e da quest’anno tappa dei circuiti internazionali - dove oltre 700 atleti provenienti da tutta Italia, si sono cimentati in una delle più belle ed impegnative gare di Ultra Trail Running. La manifestazione, magistralmente organizzata dall’ASD Trail dei Monti Simbruini, ha visto alla partenza del Gran Trail atleti agguerriti e di livello che durante la notte si sono cimentati in una gara a dir poco spettacolare, sia per la difficoltà che per il magnifico ambiente circostante.

16 Giugno con Alessio Sakara – In collaborazione con Motustech

Test fisici del Legionarius, Alessio Sakara

Il 16 Giugno 2016, presso il Palafijlkam di Ostia, in collaborazione con Motustech, il nostro ADT Coach Filippo Gargaglia ha partecipato come esperto nella preparazione fisica degli sport da combattimento ai test fisici di Alessio Sakara, in preparazione per i prossimi incontri. Per noi di Athletic Development Team è stata una grandissima giornata formativa e di confronto con un'atleta di altissimo livello. Sono stati effettuati test di forza,potenza,equilibrio e propriocezione utilizzando le strumentazioni Microgate (Gyko,OptoJump,Optogait), che ancora una volta sono a supporto dell'alto livello. Questa giornata è stata anche un'occasione di confronto con altri preparatori presenti e soprattutto con lo stesso Alessio che,come sempre, si è dimostrato disponibile. Un ringraziamento particolare al nostro partner ufficiale Motustech, che ci ha invitato a partecipare a questo evento.

"Usque ad Finem"

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La rapidità nei giochi sportivi

L'allenamento della rapidità negli sport di squadra.

shane-williams-lions-2005 “… nello sport, per rapidità si intende la capacità di raggiungere, in determinate condizioni, la massima velocità di reazione e di movimento possibili, sulla base di processi cognitivi, di sforzi massimi di volontà e della funzionalità del sistema neuro-muscolare” (cit. Grosser, 1991) “… la rapidità nel giocatore è una capacità che comprende molti aspetti, in quanto ne fanno parte non soltanto le capacità di agire e reagire con prontezza, di scattare e correre velocemente, di eseguire il gesto tecnico velocemente, di scattare ed arretrarsi, ma anche quella di intuire rapidamente e di sfruttare perciò la situazione esistente” (cit. Benedek, Palfai, 1980) “… la rapidità di un’atleta nei giochi sportivi rappresenta una qualità complessa che è composta da varie capacità psicofisiche, che sono:

Stabilità,mobilità e core Vs Allenamento Funzionale

Stabilità, mobilità e core... siamo veramente sulla strada giusta?

 

"Spunti di riflessione sempre... dogmi mai"

Vogliamo introdurre l'argomento con questa frase, per sottolineare che quello di cui parliamo e parleremo, sottende sempre ad un unico termine... DIPENDE Non è nostra intenzione condividere con voi un'opinione e far si che questa diventi legge o sia l'unica strada da percorrere, ma anzi vorremo che da qui nasca una condivisione di idee e opinioni utili a tutti.

Alcuni autori, tra cui Boyle,Vermell,Cook e Gambetta, consigliano una visione del corpo umano come un susseguirsi di articolazioni, dove partendo dal basso, ognuna di esse influisce su quella successiva come PROBABILE causa d’infortunio. Nel pratico, questi autori ritengono che vada alternato l’allenamento della mobilità a quello della stabilità nella sequenza delle articolazioni; la caviglia deve avere una buona mobilità, il ginocchio stabilità, l’anca mobilità (in realtà viene indicato come l’anca, sia l’unica a necessitare di mobilità e stabilità a prescindere), il rachide stabilità, spalla mobilità.

Esercizi di compensazione funzionali all’Ultratrail

Esercizi Ultratrail- Proposta di allenamento funzionale

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al traguardo dopo 105 km e 5000 mt di dislivello positivo

Dopo aver portato in evidenza, nel numero precedente, l’importanza del lavoro in palestra con un approccio di tipo olistico integrato di forza funzionale, in questa seconda parte si indirizza l’attenzione su un ulteriore aspetto che spesso viene trascurato, vale a dire il lavoro di compensazione per l’ultratrailer.