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FABBISOGNO ENERGETICO, ALIMENTAZIONE E SPORT – parte2

FABBISOGNO ENERGETICO, ALIMENTAZIONE E SPORT – parte2

La trasformazione di energia e le riserve energetiche[1]

L’unica fonte di energia immediatamente utilizzabile per la contrazione muscolare è rappresentata dall’ATP. Poiché la riserva di ATP è limitata esistono diverse modalità di risintesi. La velocità di contrazione muscolare è funzione della disponibilità energetica. I fosfati ricchi di energia forniscono la più ampia disponibilità, mentre la combustione aerobica[2] degli acidi grassi la minima.

Il consumo di ossigeno è un fattore limitante la performance muscolare, quindi la demolizione dei carboidrati è conveniente rispetto a quella dei grassi ed alle massime intensità si sfruttano solo i carboidrati. Di seguito si riporta il valore energetico/lt ossigeno:

  • Glucosio = 5,1 kcal = 6,34 ATP;
  • Grassi = 4,5 kcal = 5,70 ATP;
  • Proteine = 4,7 kcal = 5,94 ATP;

le riserve energetiche che bilanciano il fabbisogno possono essere i depositi di grasso e l’immagazzinamento del glucosio (C6H12O6) sotto forma di glicogeno. Minore è la possibilità di formare riserve di proteine. Il pool di aminoacidi liberi, sito nel plasma e nello spazio cellulare (e intracellulare del muscolo scheletrico), seppur limitato è importante per la sintesi proteica, la trasformazione dell’energia e la gluconeogenesi. In esito ad un carico di allenamento varia la concentrazione degli aminoacidi liberi e il metabolismo proteico, ma durante la successiva fase di recupero aumentano i processi anabolici (riducendosi quelli catabolici), ristabilendo l’omeostasi. Le riserve di glucosio nel sangue sono esigue (ca 15 g) e sufficienti per un impegno massimale di 2 minuti circa, quindi il glucosio viene stoccato sotto forma di riserve di glicogeno epatico (ca 100 – 150 g) e muscolare (ca 250 – 300 g). Il glicogeno epatico mantiene costante il livello di glucosio nel plasma ematico. Tale aspetto è fondamentale considerando che tutti gli organi soddisfano il proprio fabbisogno di CHO mediante il glucosio ematico, inoltre il cervello, il midollo spinale e gli eritrociti sfruttano il glucosio per soddisfare il proprio fabbisogno energetico. Per gli atleti riveste particolare importanza il glicogeno muscolare che è una riserva di CHO a rapido utilizzo per l’attività muscolare (non essendo necessario il trasporto mediante sangue), tuttavia può essere utilizzato localmente non potendo essere liberato (causa la mancanza degli enzimi) e ceduto al sangue per essere trasportato.

[1] WINECK J., Op. Cit., pagg. 667ss

[2] I sistemi energetici sono anaerobico alattacido (ATP, CP à ADP, C), anaerobico lattacido (glicogeno à lattato) e aerobico (glicogeno à CO2 / acidi grassi à CO2) ed intervengono in funzione dell’intensità e del tempo. Va precisato che i rispettivi apporti non sono nettamente separati da una soglia perentoria, ma che vi sono zone di sovrapposizione del contributo degli stessi.

ADT